Nell’allenamento in palestra si tende a dare molta importanza al muscolo deltoide, probabilmente per l’impatto estetico che può fornire un suo importante sviluppo, dato che ricopre la superficie laterale dell’articolazione della spalla.
I fasci muscolari che costituiscono il deltoide possono essere funzionalmente suddivisi in tre porzioni: anteriori, mediali o laterali e posteriori; questa suddivisione è chiaramente solo funzionale e non anatomica dato che il deltoide è un muscolo unico.
I fasci anteriori e posteriori del deltoide, oltre che negli esercizi specifici, sono coinvolti rispettivamente in quelli per la muscolatura pettorale e per la muscolatura della schiena.
In questo primo articolo illustriamo le caratteristiche del deltoide, dall’anatomia, alla funzione, agli esercizi più efficaci, alla ripartizione delle unità motorie.
Nelle prossime settimane vedremo insieme le modalità di esecuzione, le particolarità e le controindicazioni, degli esercizi più eseguiti per allenare il deltoide.

Anatomia

Il deltoide origina dal terzo laterale della clavicola, dall’acromion e dalla spina della scapola; e si inserisce sulla tuberosità deltoidea dell’omero.

Funzione

I fasci anteriori, flettono la spalla, permettono una leggera adduzione e intrarotazione dell’omero.
I fasci mediali o laterali, permettono di abdurre l’omero fino a 90° (da prove elettromiografiche contribuiscono ad abdurre l’omero anche oltre questo arco di movimento).
I fasci posteriori, estendono, abducono ed extraruotano l’omero.

Esercizi composti

Gli esercizi composti in cui il deltoide viene allenato in sinergia con gli altri muscoli scapolari e al tricipite brachiale, sono quelli di spinta sopra la testa con i manubri o il bilanciere.
Le tirate al mento sono un altro esercizio composto molto popolare in palestra che deve però essere evitato dato che l’atteggiamento in intrarotazione dell’omero nel corso dell’esercizio può generare un conflitto subacromiale, che può nel tempo favorire problematiche a carico della spalla anche molto invalidanti.

Esercizi monoarticolari

Gli esercizi monoarticolari sono: le alzate laterali con manubri o ai cavi per enfatizzare lo stimolo sui fasci laterali del deltoide; le alzate frontali con manubri o ai cavi che stimolano maggiormente i fasci anteriori del deltoide; le aperture laterali da prono con manubri o ai cavi che attivano maggiormente i fasci posteriori del deltoide.

Ripartizione di unità motorie

Il deltoide possiede per il 60% unità motorie lente ST e per il 40% unità motorie veloci FTb
(Pierrynowsky, Morrison, 1985; Johnson et al., 1973).

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    12 ore Ago
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