18
03
2017

Forza Esplosiva e Pliometrie

Scritto da: Redazione Aipt 0

forza-esplosivaLa forza esplosiva rappresenta la capacità muscolare di esprimere altissimi livelli di forza in brevissimo tempo, reclutando simultaneamente il massimo numero di unità motorie veloci.
La forza esplosiva è quindi un’espressione di forza, strettamente correlata con la percentuale di fibre veloci soggettiva che varia mediamente anche nelle diverse sezioni muscolari.
Il miglioramento della forza esplosiva, è ricercato dagli atleti di molte discipline sportive per elevare le proprie prestazioni, di solito nella preparazione atletica per ottenere tali miglioramenti, si cerca di incrementare prima i livelli di forza massimale che sarà successivamente trasformata in forza esplosiva, attraverso allenamenti specifici, basati ad esempio su esercizi pliometrici.
In uno studio è stato dimostrato come in soggetti allenati, l’allenamento della forza massimale possa portare incrementi nella sezione trasversa muscolare, a carico delle fibre veloci e di quelle lente, cosa che non è stata evidenziata in soggetti sottoposti ad allenamenti basati solo su esercizi pliometrici (Komi et al., 1982).
Questo studio, dimostra come l’allenamento per la forza esplosiva porti per lo più a degli adattamenti di tipo neurogeno.
A tale proposito, è stato evidenziato come il testosterone, sia collegato al potenziamento del sistema nervoso e alla specializzazione delle fibre veloci verso una maggior efficienza del loro profilo glicolitico (Kraemer, 1992).
In un altro studio, è stata notata una correlazione tra la forza esplosiva e il testosterone (Bosco et al., 1996).
È stato ipotizzato come l’incremento del testosterone sia favorito da esercizi svolti alla massima potenza, per un numero di ripetizioni basso, con tempi di recupero lunghi tra uno e l’altro (Bosco et al., 1995).

Forza esplosiva e pliometrie

Nell’allenamento per la forza esplosiva si devono utilizzare dei carichi compresi tra il 50-80% del carico massimale, eseguendo sempre dei movimenti alla massima velocità, effettuando dei recuperi completi tra le serie minimo di 4 minuti.
Per migliorare la forza esplosiva, negli anni settanta, Verkhoshansky, introdusse delle esercitazioni specifiche denominate pliometrie.
La finalità di questi esercizi è quella di stimolare le proprietà dei fusi neuromuscolari, attraverso un prestiramento.
La pliometria classica, prevede degli esercizi in cui si cade da altezze variabili, per arrivare a terra mantenendo il ginocchio di pochi gradi flesso.
La caduta con i piedi al suolo per effetto dell’energia cinetica che deve essere assorbita, provoca una leggera flessione del ginocchio, in grado di evocare il riflesso da stiramento nel muscolo quadricipite femorale che per questo motivo risulterà più efficiente nella sua contrazione, necessaria per produrre il balzo.

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