10
01
2018
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L’articolazione della spalla e la cuffia dei rotatori

Scritto da: Redazione Aipt 0

Con il termine ”spalla”, si intende in senso stretto l’articolazione gleno-omerale, formata dalla testa dell’omero e dalla porzione della scapola la cavita glenoidea con cui essa prende contatto.
Nonostante la scarsa congruenza tra i capi articolari, la testa dell’omero è infatti accolta solo per un terzo della sua superficie nella cavità glenoidea, mantiene per effetto dei muscoli della cuffia dei rotatori e dei legamenti, una buona stabilita.
La cuffia dei rotatori, rappresenta l’insieme dei muscoli che si occupano della stabilizzazione dell’articolazione della spalla; oltre a ciò, crea un fulcro che permette al muscolo deltoide il movimento di abduzione, quindi di allontanamento del braccio dal corpo.
I grandi tendini dei muscoli della cuffia dei rotatori: sottoscapolare, sottospinato, sovraspinato e piccolo rotondo, proteggono l’intera articolazione avvolgendo la testa dell’omero.
Nello specifico nei movimenti della spalla come nell’abduzione, l’azione del deltoide muscolo abdottorio, avviene in sinergia: con il sovraspinato che agisce soprattutto fissando la testa dell’omero nella cavità glenoidea e con il sottospinato e il sottoscapolare che oltre a fissare la testa omerale ne permettono l’abbassamento e la rotazione.
Qunando i movimenti a livello della spalla avvengono in maniera corretta, viene rispettato anche l’ottimale ritmo scapolo-omerale che ricordiamo ha un rapporto 2/1 a favore dell’omero, quindi parlando sempre di abduzione completa fino ai 180° di ROM, 120° vengono compiuti dall’omero i restanti 60° dalla scapola.

Allenamento e cuffia dei rotatori

Appare perciò chiaro come una scarsa cooperazione tra il deltoide e i muscoli della cuffia dei rotatori, possa rendere tutti gli esercizi svolti in palestra per allenare la spalla e non solo, biomeccanicamente scorretti, generando alla lunga possibili problematiche dolorose ed invalidanti, nelle persone che si allenano considerando solo il lato puramente estetico, tralasciando tutti gli aspetti legati alla prevenzione e al benessere.
In palestra è perciò essenziale inserire nella routine di lavoro un allenamento qualitativo per i piccoli muscoli della cuffia dei rotatori, al fine di garantire una corretta stabilità e biomeccanica nel corso degli esercizi.
Dato che i muscoli della cuffia dei rotatori hanno un’azione maggiormente sinergica e non mobilizzatrice, è meglio allenarli con dei carichi molto bassi ai cavi o con degli elastici, in modo da riuscire a curare nel miglior modo possibile la qualità del movimento.
Gli esercizi più adatti per allenare la cuffia dei rotatori, sono quelli in cui si compiono delle rotazioni esterne ed interne dell’omero che deve essere mantenuto sul piano scapolare, il range di ripetizioni per serie può variare tra le 10 e le 15, cercando di non arrivare al massimo affaticamento muscolare che chiaramente non permetterebbe di esprimere un movimento di qualità.

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