16
05
2018
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Adattamenti cardiovascolari e attività fisica

Scritto da: Redazione Aipt 0

Questa volta parliamo di un argomento molto interessante per chi si allena, vale a dire quali sono gli adattamenti cardiovascolari indotti dall’esercizio fisico e come questi variano a seconda dell’attività che si svolge.
Durante un lavoro muscolare la richiesta di energia e quindi anche di ossigeno da parte dei muscoli cresce, in alcuni casi anche di molto, grazie all’apparato cardiovascolare queste richieste possono essere soddisfatte.
L’apparato cardiovascolare deve far fronte a questa maggior richiesta e al contempo non deve far mancare il giusto rifornimento di ossigeno in organi come il cuore e il cervello che non possono assolutamente rimanere senza.
La quantità di sangue in circolo si definisce come gittata cardiaca, cioè la quantità di sangue pompata dal cuore in un minuto, che in condizioni di riposo corrisponde a circa 5 litri/min per un uomo di 70 kg alto 1.70 metri, che in condizioni di sforzo muscolare può arrivare, in un soggetto giovane, fino a circa 30 litri/min.
L’aumento fisiologico della gittata cardiaca durante il lavoro muscolare è strettamente connesso col carico lavorativo e quindi con il consumo di ossigeno, tra soggetti sedentari o allenati vi è poca differenza nel consumo di ossigeno in condizioni di riposo, mentre in condizioni di lavoro questa differenza nel massimo consumo di ossigeno risulta essere marcata, infatti il VO2max nei soggetti allenati può essere anche di molto più alto rispetto ai soggetti sedentari.

Attività fisica e adattamenti cardiovascolari

Attraverso l’allenamento i soggetti allenati sviluppano una diminuzione dei battiti cardiaci per minuto, questo adattamento fisiologico indotto dall’esercizio costante e ben programmato, è indice di maggior efficienza dell’apparato cardiovascolare soprattutto in condizioni di attività.
A seconda del tipo di attività fisica che si svolge, gli adattamenti cardiovascolari possono essere differenti.
Negli sport di endurance o di resistenza, è importante aumentare la gittata cardiaca, in modo che il volume di sangue che circoli sia maggiore; negli sport di forza e potenza per far fronte alle aumentate resistenze periferiche che avvengono nel corso di tali attività, il cuore aumenta la sua forza di contrazione.
Questo determina nel lungo periodo negli atleti che svolgono attività di endurance, adattamenti cardiovascolari in cui avviene uno sviluppo del volume delle cavità interne del cuore, detta anche ipertrofia eccentrica; al contrario gli atleti che svolgono attività di forza e di potenza tendono a sviluppare nel lungo periodo, un’ipertrofia delle pareti interne cardiache, detta anche ipertrofia concentrica.
Gli adattamenti cardiovascolari perciò sono funzionali all’attività fisica che si svolge, c’è però da sottolineare come l’ipertrofia eccentrica sia più salutare per il cuore, il consiglio per questo motivo per chi è abituato a includere l’allenamento cardio solo prima dell’estate, è quello di trovare il tempo per inserire almeno 1/2 training a settimana, in modo da creare degli adattamenti cardiovascolari sicuramente più positivi.

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