La Dieta Paleozona

La Paleozona, è un tipo di dieta ideata dal Dott. Aronne Romano. Il Dott. Romano riprende le caratteristiche specifiche della dieta a Zona, apportando delle sostanziali modifiche.
La Paleozona rispetto alla classica dieta a Zona, prevede un'assunzione più selettiva del cibo, per aumentare ulteriormente i notevoli benefici forniti dall'alimentazione a Zona, attraverso una scelta di alimenti più vicini a quelli consumati dai nostri antenati e pertanto più indicati alla nostra genetica.
Il presupposto scientifico della Paleozona è costituito dal fatto che l'uomo per la maggior parte, in qualità di cacciatore-raccoglitore, si è nutrito di carne, pesce, verdura e frutta. Di conseguenza l'organismo umano si è adattato metabolicamente a funzionare al meglio con questo tipo di alimenti.
Con l'avvento dell'agricoltura-allevamento (10.000 anni fa), sono stati inseriti, in modo rapido, alimenti quali i cerali, i legumi e i latticini, cibi fino ad allora sconosciuti all'organismo umano che hanno causato, con il passare degli anni, l’insorgenza di malattie metaboliche croniche.
Con l'industrializzazione nel XVII secolo (1600), è iniziata la produzione e assunzione di alimenti raffinati, che hanno stravolto e peggiorato ulteriormente la qualità degli alimenti assunti. Questa rapida variazione in peggio della dieta è considerata la causa principale dell'inarrestabile epidemia di: obesità, malattie cardiovascolari, diabete mellito, tumori e di tante altre malattie infiammatorie croniche del mondo occidentale. Malattie che non colpivano i nostri antenati Paleolitici che erano invece sani, magri e con struttura fisica atletica.

Paleozona vantaggi e svantaggi

In pratica la Paleozona prevede di evitare l'assunzione di: cereali e derivati, legumi, zucchero raffinato e dolcificanti (fruttosio e miele inclusi), bibite zuccherate, succhi e spremute.
Consiglia di assumere, come fonte di carboidrati, frutta e vegetali non amidacei, preferendo quelli a basso carico glicemico; proteine provenienti da fonti magre: pesce, carni bianche, selvaggina, tagli magri di carne rossa, albume d'uovo; assumere almeno 2 litri di acqua al giorno, per gli sportivi anche 3 litri. Secondo il Dott. Aronne Romano la Paleozona è molto indicata nei periodi di ''stallo'' nella riduzione del grasso corporeo per imprimere a questa un'accelerata.
Come si può ben capire la Paleozona è un regime alimentare ipocalorico che si basa sull'assunzione di cibi sani, escludendo tutte le fonti alimentari ricche di grassi saturi e zuccheri.
I vantaggi della Paleozona possono essere notevoli, in particolare per tutte quelle persone che necessitano di perdere peso e massa grassa nelle prime fasi di dieta, in tutti questi soggetti una dieta simile può apportare dei benefici non solo per quanto riguarda la composizione corporea, ma anche per il quadro lipidico e glicemico nel sangue.
Gli svantaggi della Paleozona possono essere legati principalmente alla scarsa quantità di carboidrati che come si sa sono essenziali per la performance sportiva, per questo motivo i soggetti che si allenano intensamente e possiedono un'ottimale composizione corporea, possono introdurre in un regime alimentare come la Paleozona, una quota controllata di cereali non raffinati.
In linea generale si può affermare che la Paleozona si discosta dai regimi alimentari low-carb per il suo equilibrio nell'assunzione dei cibi, deve essere però leggermente compensata con l'assunzione di carboidrati complessi non raffinati, negli sportivi impegnati in allenamenti intensi.

Trasforma la tua passione per il Fitness in una Professione! Iscriviti al Corso di Personal Trainer >>

Apporto calorico e dimagrimento

Il dimagrimento è influenzato in grossa misura dall'apporto calorico giornaliero. L'acquisizione o la perdita di peso sono dei meccanismi regolati dal bilancio tra le calorie assunte e le calorie utilizzate.
Numerosi studi autorevoli hanno evidenziato come il massimo utilizzo di grassi, seguendo un'alimentazione controllata e praticando attività fisica è di circa 200-300 gr. alla settimana (Shimada et al., 2008).
Per ottenere un dimagrimento ottimale, secondo altri studi, è molto importante che il deficit nell'apporto calorico non sia eccessivo, rimanendo compreso tra le 300 kcal e le 500 kcal in meno rispetto al quotidiano fabbisogno energetico totale (metabolismo basale + attività svolte) (Cahill et. al., 1968; Galbo et. al., 1976).
Il metabolismo basale rappresenta la quantità minima di energia consumata per consentire la sopravvivenza in condizioni basali, ossia in condizioni di assoluto riposo.
Il metabolismo basale può essere calcolato approssimativamente come segue:

MB= 24Kcal x Kg di peso corporeo

Il fabbisogno energetico totale rappresenta invece la quantità di energia necessaria a mantenere l'organismo in un buono stato di salute, è influenzato dalla temperatura ambientale, dall'attività fisica e lavorativa svolta e dall'azione dinamico specifica degli alimenti ingeriti, quest'ultima oscilla tra le 10-15% delle calorie assunte.
Il fabbisogno energetico totale, può essere compreso tra il 30% e il 50% rispetto al metabolismo basale.

Apporto calorico approccio ottimale

È bene sfatare i falsi miti ancora ben radicati, per i quali il dimagrimento si ottiene solo diminuendo notevolmente l'apporto calorico, che al contrario produce un importante decremento della massa muscolare, con conseguente abbassamento del metabolismo basale che in grossa parte è influenzato dalla percentuale di massa magra (Derave et. al., 2007).
È inoltre necessario mantenere il metabolismo sempre attivo per ottimizzare il processo di dimagrimento, ciò si ottiene attraverso un introduzione calorica pari al quantitativo di mantenimento (uguale al consumo calorico totale giornaliero), ogni 3 giorni circa di alimentazione ipocalorica (con deficit pari a 300-500 kcal).
Ad esempio un soggetto con un metabolismo totale di 2400 calorie, dovrà ridurre l'apporto calorico quotidiano per 3 giorni portandolo a 1900-2100 Kcal, riportandolo poi per un giorno al fabbisogno totale necessario 2400. Questo sistema di introduzione calorica ad intervalli, è molto utile per mantenere il metabolismo attivo, senza che avvengano dei rallentamenti da adattamento.
L'apporto calorico è quindi un elemento importante da tenere in considerazione per ottenere un dimagrimento ottimale, chiaramente non è l'unico, nelle prossime settimane analizzeremo quali sono gli altri fattori che influenzano la composizione corporea.

Trasforma la tua passione per il Fitness in una Professione! Iscriviti al Corso di Personal Trainer >>
Call Now Button
×