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12
08
2020
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Grasso localizzato e fattori correlati

Scritto da: Redazione Aipt 0

Vi è una stretta correlazione fra l’accumulo di grasso localizzato in alcuni punti del corpo e la produzione di ormoni, un’aumentata o una diminuita produzione ormonale, possono coincidere con variazioni localizzate delle pliche corporee.
Quando l’aumento di grasso corporeo in alcune zone del corpo è causato da uno squilibrio ormonale, sarà difficile riequilibrare la situazione, se prima non si evidenzia il problema che ha portato a questa diversa distribuzione del grasso.
Diversi studi negli anni hanno confermato questa correlazione, per organizzare al meglio l’allenamento e l’alimentazione, è perciò opportuno tenere conto di questi indizi.
Attraverso la plicometria è possibile basandosi sulle evidenze scientifiche, stabilire con una buona attendibilità, la correlazione tra il grasso localizzato e la produzione ormonale.
Chiaramente quest’analisi preliminare, dovrà essere messa in relazione con lo stile di vita e con il regime alimentare seguito dal soggetto nel tempo.
Una volta messi in luce questi elementi, sarà opportuno strutturare delle strategie allenanti adeguate, accompagnate da una corretta alimentazione fornita da un professionista del settore, per cercare di ottimizzare la composizione corporea.

Pliche corporee e grasso localizzato

Di seguito vengono riportate le pliche corporee, nelle quali il grasso localizzato risulta essere sensibile alle modificazione nella produzione ormonale.
Chiaramente l’aumento del grasso corporeo è correlato anche ad un aumento nell’introito calorico nel lungo periodo, sarà perciò un’attenta valutazione di tutti gli aspetti rilevanti, a fornire le adeguate strategie da adottare.
Plica sottoscapolare: l’aumento dello spessore di questa plica oltre certi limiti, può essere indicatore di una non adeguata gestione dei carboidrati da parte del soggetto testato. Un aumento della resistenza insulinica può in genere predisporre al diabete di tipo 2. Inoltre, questa plica sembra essere anche correlata alla maggior incidenza delle cardiopatie e dell’ipertensione arteriosa. Il soggetto con grasso localizzato in quest’area dovrà correggere l’alimentazione, facendo attenzione all’eccessivo introito di carboidrati.
Saranno da evitare soprattutto gli zuccheri e l’assunzione di carboidrati per pasto dovrà essere limitata, combinando a questi delle fonti di grassi e proteine, che favoriscono una miglior gestione insulinica. L’attività più indicata per questi soggetti è di tipo isotonico, con un volume di lavoro per seduta elevato, pause brevi e numero di ripetizioni alto. L’obiettivo è quello di portare ad un’aumentata
supercompensazione di glicogeno nei muscoli, così da permettere una maggior sensibilità insulinica che aiuti a veicolare meglio i carboidrati a livello muscolare. Lo spessore massimo di questa plica non dovrebbe superare i 12 mm.
Plica soprailiaca: la plica soprailiaca, se aumentata di spessore oltre certi limiti, indica che il soggetto testato può avere un’eccessiva concentrazione di insulina e di glucosio nel sangue. Questa maggior concentrazione è collegata nella maggior parte dei casi ad un eccessivo e continuo introito di carboidrati. Un elevato valore dello spessore di questa plica è direttamente collegato all’obesità. Saranno perciò da correggere, prima di tutto, le errate abitudini alimentari. Uno spessore nei limiti della norma dove essere compreso fra i 10 ed i 12 mm.
Pliche degli arti inferiori: le pliche degli arti inferiori che risentono delle modulazioni ormonali sono la plica della coscia e quella del polpaccio. Per quanto riguarda quella della coscia, del grasso localizzato in questa zona, sembra essere collegato ad una maggiore produzione di estrogeni. Questa situazione deve essere tenuta in considerazione sia nell’uomo che nella donna e deve suggerire un approfondimento di alcuni quadri ormonali collegati. La plica del polpaccio, invece, sembra collegata alla produzione di GH. Una plica molto sottile in questo punto può indicare che vi è una buona produzione di questo ormone.
Plica pettorale e tricipitale: queste due pliche sembrano essere collegate con la produzione di androgeni. Uno spessore molto sottile in questi due punti può indicare che vi è una buona produzione di testosterone. La produzione di questo ormone può essere aumentata con l’ausilio di un allenamento muscolare ed un alimentazione corretta, ma risente molto dell’intervento di un altro ormone, il
cortisolo. In ambito sportivo viene data molta importanza al rapporto testosterone/cortisolo, per individuare gli stati di sovrallenamento. Lo spessore della plica pettorale dovrebbe essere compreso nell’uomo fra i 6 ed i 9 mm, mentre quella tricipitale non dovrebbe superare i 12 mm.
Plica addominale: soprattutto gli uomini, ma anche le donne, hanno del grasso localizzato in quest’area. Per questo motivo spesso si allenano all’eccesso i muscoli addominali, ricercando una perdita di adipe a livello localizzato, che purtroppo non è ottenibile in questo modo. Cosa ormai assolutamente assodata è invece la correlazione che ha l’aumento della secrezione di cortisolo prodotto dallo stress, con l’aumento dello spessore di questa plica. Gli stimoli che possono aumentare la produzione di cortisolo sono sia stress di tipo psicologico, che di tipo fisico. Lo spessore massimo di questa plica non dovrebbe superare i 12 mm, ma risulta spesso difficile rimanere sotto tale soglia.
Chiaramente come per le altre pliche, il grasso localizzato a livello addominale, ha anche una correlazione con l’eccesso calorico che nel tempo produce un aumento dell’adipe, in particolare negli uomini, nelle donne ciò avviene maggiormente nel corso della menopausa.

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    2 giorni Ago
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